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la catena della solidarietà: “chiedi aiuto /dai aiuto”

 

Organizzazione a cura del: Settore Educazione Coop.ECO86

Sintesi della proposta

Il progetto prevede di instaurare una sorta di catena della solidarietà (help to help).

Ogni mese viene individuato il caso di una persona che si trova in situazione di bisogno temporaneo, e necessita di un aiuto economico urgente, ma anche di avere informazioni, riferimenti di persone, consigli e indicazioni concrete, per poi essere in grado di continuare autonomamente.

La Cooperativa studia il caso e pubblica la richiesta di aiuto economico sul sito di crowd-funding: ShinyNote. Contemporaneamente chiede alla persona l'impegno a collaborare poi a sua volta nella catena di aiuto: nell'individuare altri casi, nel promuovere il progetto, nell'offrire le proprie capacità ad altri (e in questo periodo specifico a Lecco anche collaborare per l'accoglienza dei profughi inviati dal Ministero)

Nella presentazione del caso è quindi esposta non solo la situazione di bisogno (chiedi aiuto) ma anche il valore aggiunto che la persona mette a disposizione in cambio del ricevuto (dai aiuto).

Territorio: il progetto si svolge in provincia di Lecco e Aree Limitrofe.

Il contesto

Il territorio di Lecco è, o meglio era fino agli anni 2000, un territorio fortemente industrializzato con uno dei tassi di disoccupazione più bassi d'Italia. Per questo fino al 2010 è stato caratterizzato da un costante flusso immigratorio, per le possibilità di lavoro offerta dall'industria metalmeccanica e dal settore dell'assistenza.

Ma con la crisi economica si è avuta una rapida inversione di tendenza: la disoccupazione ha colpito tutti, anche gli italiani ma soprattutto i cittadini stranieri che lavoravano nelle fabbriche. Molti di loro sono già emigrati verso altri paesi europei o ritornati ai paesi di provenienza.

Ma non tutti possono tornare a casa: non le persone sradicate dal loro contesto culturale e ormai adattate al nostro, come i giovani delle seconde generazioni, non chi è fuggito perché perseguitato.

Inoltre nel mese di luglio in provincia di Lecco sono stati inviati circa 500 profughi, di cui più di 100 solo in città. Questo ha creato certamente problemi per la difficoltà nel trovare strutture recettive e organizzare i soggiorni, ma Lecco ha già esperienza e capacità di accoglienza.

L'importante è sviluppare nel concreto la solidarietà senza pregiudizi, e “sfruttare” l'aiuto delle stesse persone accolte (la prima lamentela degli stessi profughi, riferita dal Prefetto di Lecco, è stata l'allungamento dei tempi e l'inattività)

La strategia

La strategia del progetto consiste nel rispondere al bisogno tempestivamente e con un aiuto concreto, e contemporanemente vincolare le persone bisognose ad un impegno verso gli altri e coinvolgerli direttamente nel progetto. Il vincolo non è per obbligare allo scambio ma per valorizzare il loro apporto, e allagare la rete di relazioni di queste persone.

Le Finalità

Le finalità generali: si strutturano tre piani di intervento:

- nelle persone aiutate: stimolare le persone aiutate a diventare soggetti attivi del proprio cambiamento e sviluppare la loro disponibilità nei confronti degli altri

- nel territorio/quartiere coinvolto: sviluppare nelle comunità del territorio una rete di conoscenze e collaborazioni effettive

- nell'opinione pubblica: combattere i pregiudizi e la xenofobia, dare visibilità alla capacità e disponibilità dei nuovi ospiti e delle persone bisognose (italiane e stranieri) a collaborare

Gli Obiettivi

- Creare una rete di aiuti e collaborazioni intorno a dei casi concreti

- Rinforzare nelle persone in difficoltà l'autostima attraverso il “saper fare”

- Allargare l'insieme di relazioni, trasmettere conoscenze utili a continuare da se'.

Le Attività

Il progetto è strutturato sulla gestione di casi singoli le cui attività si ripetono periodicamente.

1° fase - elaborazione del progetto

- presentazione del caso nel web crowd-funding

- attivazione delle reti di social network che si ipotizzano sensibili al caso

- pubblicazione del progetto sul sito della cooperativa

- ricerca di informazioni e riferimenti di persone per un aiuto fattivo al caso

- preparazione con la persona di una prima bozza di proposta di attività “in cambio”

2° fase (nella ipotesi che la raccolta fondi sia andata a buon fine)

- sostegno alle persone per l'uso del finanziamento con indicazioni concrete

- raccolta di documentazione sullo sviluppo del progetto

- definizione della proposta di “attività in cambio” e ricerca delle persone adatte

3°fase: constatato che la situazione di difficoltà sta migliorando, sia in concreto che come capacità:

- organizzazione della proposta di aiuto nei tempi le finalità gli strumenti

- definizione del calendario insieme agli interessati, o alle loro famiglie o agli insegnanti

- realizzazione e verifica in itinere insieme al tutor della cooperativa

- presentazione in una occasione conviviale dei risultati conseguiti.

I Risultati attesi

Ipotizziamo nel periodo da agosto 2015 a dicembre 2016, di essere riusciti a raccogliere fondi per soddisfare le necessità di 6/8 casi. Ma non solo: di aver costruito intorno alla ricerca di aiuto per ogni caso una rete di solidarietà e aver dato visibilità al progetto e alla problematica di ogni caso. Per questo particolare attenzione sarà posta nell'identificare il bisogno, perché ogni caso sia anche rappresentativo di diverse situazioni di bisogno e quindi possa attivare diverse reti di collaborazione in ambiti diversi ed il più ampie possibili.

I Beneficiari

Il progetto si rivolge a persone, italiani o stranieri, che necessitano di un aiuto economico urgente ma di piccole dimensioni e che sia risolutivo. Viene presentato un caso alla volta.

La Durata del progetto

Raccolta fondi per il caso n.1: un mese (fino al 15 settembre)

Durata del progetto: da agosto 2015 a dicembre 2016 (ma la raccolta fondi per ogni caso ha durata mensile, con possibili periodi di interruzione tra un caso e l'altro)

Costo Totale: Per il caso n.1: € 3.800.# Per il progetto generale annuale nell'ipotesi di massimo 8 casi nel 2015/16 e una media di € 3.800/caso il costo totale previsto è 30.400#.

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CASO n.1)

RICHIESTA per portare in ITALIA la FAMIGLIA di M.

(M è rifugiato Africano, chiede l'anonimato finché la sua famiglia non arriva in Italia)

MCN è un profugo fuggito dall'Africa e accolto in Italia dal 2009 dove gli è stato riconosciuto lo status di rifugiato. Ha lasciato al suo paese la moglie e quattro figli.

Dal 2009 ha vissuto in Italia, lavorato, cercato casa, risparmiato, sempre pensando alla sua famiglia. Nel 2013 ha ottenuto dall'Italia il diritto al ricongiungimento familiare ed iniziato il suo calvario attraverso la burocrazia e la corruzione del suo paese. Sono passati tre anni durante i quali ha speso tutti i soldi risparmiati per fornire documentazioni sempre più costose e per aiutare la famiglia, anche perché nel frattempo al paese sua moglie incontrava sempre più difficoltà (molestie, licenziamento, un incidente d'auto, un infortunio domestico).

Adesso finalmente lo stato africano ha concesso alla famiglia, moglie e tre figli (perché una figlia ormai è diventata maggiorenne e per l'Italia non può avere il ricongiungimento), il visto per l'Italia, ma adesso M., nonostante abbia un lavoro anche se modesto, si ritrova in difficoltà economiche, a cominciare dal costo del biglietto aereo per 4 persone.

L'aiuto che chiede

M. ha un lavoro fisso presso una cooperativa sociale come addetto alla manutenzione del verde, ma con una interruzione nei tre mesi invernali, ed un contratto di affitto per una casa dove prima però divideva le spese con altri, mentre adesso sarebbero tutte a carico suo.

Inoltre dovrà sostenere le spese per la scuola teme per il carico delle spese per la scuola dei tre figli (mensa, trasporti, attrezzature, libri).

I suoi problemi economici sono soprattutto per il primo anno, finché la moglie non si sarà ambientata e potrà cercare anche lei un lavoro.

Ha calcolato di aver bisogno di: - per il viaggio areo di andata € 1.850.#

- per la casa (gas, elettricità, telefono/connettività – rifiuti – spese condominiali) € 1.500.#

- per la scuola (mensa alla primaria, libri alla secondaria, trasporti e libri alle superiori) € 450.#

L'aiuto che da

M. nella capitale del suo paese era insegnante di lingua inglese e sua moglie di matematica

M. è disponibile a far da tutor agli emigranti da nazioni anglofone, sia per quelli che potrebbero aderire al progetto, sia come traduttore / mediatore (in particolare in questo periodo sarebbe utile con i profughi che sono stati inviati a Lecco dal Ministero).

Inoltre sua moglie potrebbe offrire il suo aiuto scolastico ai bambini degli immigrati delle scuole primaria e secondaria del quartiere e aiutare nella cura dei bambini.

Riferimenti ECO per la gestione del progetto: - Augusto Piazza (Rappresentante Legale)

- Elide Rabozzi (Coordinatrice del Progetto): Cell.335/5333078 per informazioni sul progetto

- Marco Piazza (Consulente Info-Web) Cell.334/2292863 per indicazioni sul crowd funding

Lecco, 5 agosto 2015

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